L’Astro-aia di Torre Doganiera: presenze notturne supertecnologiche in mezzo ai boschi

aia
Bello spaccato dell’aia di Torre Doganiera, allestita in notturna – foto Carlo Rocchi
  • In questo articolo: intervista a Carlo Rocchi, astrofotografo protagonista di programmi TV, riviste di settore specializzate, parte del progetto “Gateway to the Sky” (D. Malin) e grande amante del nostro agriturismo.

    Da alcuni anni, intorno all’aia di Torre Doganiera, si è riunito un piccolo gruppo di passionisti del cielo, amatori delle profondità dello spazio notturno: sono gli ASTROFILI e gli ASTROFOTOGRAFI, che allietano le serate del nostro agriturismo, nelle notti senza luna piena, quando il cielo da Torre Doganiera offre buona visibilità per ricavare scatti profondissimi.Da prima il gruppo Betelgeuse di Casole d’Elsa, nostro Comune, poi singoli (e singolari) amanti delle stelle ci hanno raggiunto tramite il passaparola. E pian piano si è creata una sorta di preferenza per il nostro agriturismo, da parte di clienti che decidono di trascorrere le proprie giornate tra i bellissimi borghi e le campagne della Toscana, ma la notte dedicarsi all’osservazione e riprese astrali da aree davvero poco inquinate da luci artificiali.

    In maniera molto carina, lo spazio aperto che ospita le “postazioni” degli osservatori, è stato ribattezzato ASTRO-AIA. Si tratta dell’aia del podere (oggi agriturismo) Torre Doganiera, che in certe notti si trasforma in piattaforma per osservazioni e scatti spaziali.

    https://www.facebook.com/torreperVOIforYOU/videos/1954469044620880/

Che cos’è l’ASTROFOTOGRAFIA?
L’astrofotografia è la tecnica che consente di ottenere spettacolari immagini dei corpi dell’universo: dai pianeti alla Luna, dalle galassie alle nebulose, dal Sole agli ammassi stellari. L’astrofotografia di alcuni oggetti può essere semplice mentre per altri, soprattutto a causa della loro bassa luminosità, è più difficile e può richiedere particolari strumenti e tecniche. Grazie alla rivoluzione digitale avvenuta nella fotografia degli ultimi 10 anni, l’astrofotografia ha fatto grandi passi avanti e tutti possono ottenere bellissime fotografie dell’universo utilizzando i giusti strumenti.

(definizione di Filippo Bradaschia, tratta da Primaluce Lab – https://www.primalucelab.com/astronomia/blog/astrofotografia-introduzione-astrophotography-introduction/ )
Carlo Rocchi Torre da aia
La Torre in notturna, mentre Carlo Rocchi esegue le riprese astrofotografiche

L’ospitato speciale: Carlo Rocchi.

Chi scrive è Alessandra (31 anni) che in 30 anni di attività agrituristica ha visto soggiornare a Torre Doganiera davvero svariate tipologie di vacanzieri. La gratitudine della nostra famiglia va a tutti coloro i quali ci hanno scelto negli anni (e continuano a farlo) o anche a chi solo viene a trovarci per una visita all’aria aperta. Molti sono stati gli astrofili scopritori di tesori spaziali che si sono ritrovati sotto le stelle della costellazione Torre Doganiera, non mancheremo di intervistare chi vorrà rilasciarci la propria esperienza.

Ma in questo piccolo articolo vorrei dare spazio ad uno dei nostri più affezionati e cari clienti (e ormai amici): Carlo Rocchi, noto tra i nostri boschi e nella nostra aia come “Astrogufo“. Un nickname di tutto rispetto.

Non solo Carlo ha deciso di venirci a trovare, per la prima volta nel 2015, ma ha continuato a più riprese a frequentare Torre Doganiera per coltivare la sua vera passione, l’astrofotografia.

Carlo, che ha un cuore grande come un pezzo di cielo, ci ha gentilmente concesso di intervistarlo. Per noi è un onore, perché il signor Rocchi compare ormai sulla maggior parte delle riviste specializzate di settore, è presente coi suoi scatti sui due volumi di “Gateway to the Sky” (prefazione del californiano David Malin, guru della disciplina) ed è stato anche protagonista, nel 2018, di una puntata di Cronache Stellari (programma che va in onda Reteconomy). Dalla sua pagina flickr già si possono ricavare interessanti informazioni su questo personaggio silenzioso e creativo, che si muove tra i boschi, le aie e le piazzole con il suo fedele iperscrutatore spaziale (il telescopio o i telescopi) che si porta appresso. Lo si vede allestire il suo tavolino con una piccola tenda che protegge le attrezzature, chiudersi la felpa e concentrarsi su quel cielo riprodotto dai pixel del suo PC. Mephisto, il nostro gatto dal manto come la notte, spesso va a trovarlo, si accoccola sulle sue ginocchia e gli tiene compagnia…e caldo!
Tutto intorno è notte, i lampioni sono spenti per garantire il buio (quasi) totale, si sentono solo i campani delle pecore a pascolo all’apertoi grilli che cadenzano le ore che passano e ruotano la volta celeste: Carlo resta lì, e punta sempre più alto.

gateway to skyPrimo volume di “Gateway to the Sky”, prefazione D. Malin, raccolta che ospita gli scatti di Carlo Rocchi e altri astrofotografi.

Nel secondo volume, anche localizzazione da Torre Doganiera.

 

 

Intervista a Carlo Rocchi

[sera del 23 Ottobre 2018, per telefono, neanche a farlo di proposito, intervisto Carlo mentre si stava recando al Planetario di Milano, per prendere parte ad un intervento relativo alla clamorosa scoperta “italiana” di laghi liquidi nel sottosuolo della calotta polare sud di Marte, raccontata da Cesare Guaita.]  

  • Ciao Carlo e grazie per il tuo tempo e per la disponibilità che sempre dimostri nei confronti di chi, da profano, si accosta al cielo attraverso i tuoi scatti.

Mi fa piacere ovviamente parlare con te ora, Alessandra e anche condividere con gli altri ospiti dell’agriturismo le mie attività quando sono da voi, dato che vengono a vedere cosa faccio nell’aia dell’agriturismo. E’ un po’ la parte di divulgazione che mi permette di dire qualcosa della mia passione, come fa piacere anche a te, no, nel tuo lavoro, trasmetterlo.

  • Perfetto Carlo, meglio non mi potevi rispondere, mi fa super piacere. Allora vado avanti con le’intervista. Come si può leggere nel tuo spazio flickr – dove ho ficcanasato – ti sei avvicinato alla disciplina grazie alle riviste di settore e, dopo aver scoperto che a due passi da casa tua (in Lombardia) si trovava la sede del circolo astrofili più grande del paese, nel 1991/’92 ti sei tesserato. E’ corretto?

    Sì, sì, esatto.
  • Ecco, quello che mi ha colpito, oltre al precoce interesse (perché tu nel 1992 avevi circa 20 anni), è stata la frase: “esistevano altri astro-maniaci come me“. La cosa è, a mio avviso, molto divertente! Per te è davvero una mania? Buttiamola sull’ironia…

    Non c’era internet non c’era niente [il nostro Carlo ride], per cui pensavo di essere l’unico pirla nell’universo che… molti dei miei cari amici non condividevano la passione per l’astronomia e nel Circolo Astrofili di Milano, dove mi sono iscritto, ho trovato un ambiente consono. E’ un circolo molto grande, che esiste ancora, ma ritrovandosi una volta ogni 2 settimane era molto dispersivo, per cui non riuscivi a stringere amicizie, per via degli intervalli di tempo così lunghi e così tante persone…poi non ho trovato un eccesso di disponibilità a seguirmi, ecco.
  • Beh, oggi i dati possono essere scambiati in maniera quasi istantanea, capisco che si parli di altri tempi…Sì adesso con internet è tutto diverso, prima non c’era questa possibilità.

    astro
    Carlo Rocchi, con l’immancabile look stellato, il mio grande amore Charlie e tutta l’attrezzatura di Carlo, su sfondo Torre Doganiera – foto Alessandra Fortini
  • Bene Carlo, adesso ti farò delle domande un po’ più specifiche sul come ci siamo conosciuti. Come sei entrato in contatto con la realtà di Torre Doganiera e cosa ti ha fatto decidere di venire da noi, in Toscana, provincia di Siena? 

    Sì, su internet, ma soprattutto la scelta è stata dettata dalla necessità di trovare un posto alternativo a quello in cui andavo prima del terremoto del 2016, sui Monti Sibillini, poiché il rifugio non c’era più. Sapevo che in Toscana ci sono svariati posti, anche in provincia di Grosseto, insomma avevo letto di varie location, c’erano dei miei amici che avevano mantenuto delle postazioni fisse e comandavano i loro telescopi da Milano e avevo provato inizialmente a contattare loro. Poi, fortunatamente col senno di poi non ho trovato posto. E sono entrato in contatto tramite le foto degli altri astrofili che già venivano ospitati da voi con la vostra struttura. e ho visto che loro spesso nominavano la località Torre Doganiera.

  • Quindi tramite facebook?
    Sì sì, allora ho provato a chiamare voi e fortunatamente…avevate posto e sono venuto, la prima estate del 2015. Ho fatto tre estati con questa là da voi. E ci ritornerò ancora, appena posso!

    –> in questo link: Carlo Rocchi accelerato che monta la sua attrezzatura nell’astroaia
    https://www.facebook.com/torreperVOIforYOU/videos/1828078033926649/

  • Aspetta Carlo, prima leggi questa intervista che sto scrivendo!
    Ahahahah!
  • Tu hai origini marchigiane, ma sei nato e vivi in Lombardia. Sicuramente, più vicino a te ci saranno delle zone per compiere osservazioni astronomiche, ma ad esempio leggevo sempre dalla tua pagina, che i Piani del Tivano (circa 1100 m s.l.m. a pochi km da Milano), tu dicevi essere, già ormai 8 anni fa, completamente compromessi dalle luci. 

Sì, adesso più che altro vado nelle Prealpi lombarde, ma non spreco tempo a far foto ormai, certo ci vado ancora, perché a meno di un’ora di macchina da casa mia. Ma faccio riprese in H alfa, che fa passare solo una tipologia di luce e scherma le luci artificiali, prendendo una sola lunghezza d’onda, che è quella dell’idrogeno ionizzato, non risente più di tanto dell’inquinamento luminoso.

Riprese e scatti effettuati da Torre Doganiera, in basso a destra: Sh188 Cassiopea  – Carlo Rocchi

  • Quanto conta l’assenza o il basso impatto luminoso, il quasi “buio totale”?

Conta tantissimo, perché, oltre a spingerti più a fondo nelle riprese, quando tiri fuori le immagini non hai sorprese nei risultati, nebulosità tenui, o colori nel fondo cielo. Un po’ di luce, comunque adesso è inevitabile, anche in Val d’Aosta, dove vado, nella parte rivolta alla Pianura ormai è così. L’Italia è uno dei paesi più inquinati al mondo dal punto di vista delle luci artificiali.

Carlo Rocchi Torre da N
Torre da lato nord – con luci accese – foto di Carlo Rocchi

– Sai che giusto ieri guardavo le mappe di distribuzione dell’inquinamento luminoso sul globo e per l’Europa sembra ci sia proprio una linea, che corre dalla Gran Bretagna, Francia lungo alla nostra penisola?

In alcuni paesi europei, come la Francia, adottano delle misure, come per esempio spegnere le luci dei locali una certa ora, o in Germania che ne fanno andare una sì una no, anche per un discorso di risparmio energetico, che dobbiamo stare a illuminare a pioggia, verso l’alto poi! Ma poi, ora specialmente con i led, che hanno superato la soglia di alcune leggi regionali. La luce poi che spara molto sul blu è quello che manda in confusione il cervello, perché l’occhio non riconosce più la corretta alternanza tra il giorno e la notte.

  • In termini tecnici, quanti scatti fai a notte, quante ore di riprese o esposizione, in nottate con condizioni perfette di esposizione?

    Si, come ore di ripresa fotografica o di esposizione, col mio standard di fotografie non scendo sotto le 6 ore o 5 ore e mezzo totale. Faccio tanti scatti da 10 minuti ognuno, che alla fine arrivano a 5 ore e mezzo o 6 ore, o anche di più se si tratta di oggetti particolari, che richiedono tanti filtri diversi. Poi, essendo la mia macchina monocromatica, significa che devo fare i colori singolarmente, quindi in RGB, cioè di solito faccio un’ora di rosso, un’ora di verde e un’ora di blu, poi faccio 3 ore di H alfa, se sono nebulose o filtri luminanza (il filtro che fa venire fuori i dettagli sulle parti più deboli), se sono galassie. 5 ore e mezza vengono fuori così. Anche i filtri in H alfa, che sono a banda stretta, possono essere usati come filtri luminanza, oltre che in aggiunta al rosso, perché magari alcune parti non si vedono coi colori normali.

  • Il nome “Astroaia” a chi venne in mente, magari era una di quelle serata in compagnia degli altri astrofotografi? 

    Astroaia esisteva già. Me lo avete già detto quando sono arrivato. Probabilmente lo avevano dato al posto i ragazzi dell’associazione che già venivano da voi.(Mi viene il dubbio che sia stata un’invenzione linguistica di mio babbo!)

     

  • Dunque Carlo, come giudichi magari lo spazio dell’Aia (cosa potremmo migliorare, garantire a chi ha la tua stessa passione)

    Ma io sto da Dio lì da voi a Torre Doganiera, non vedo miglioramenti. Non dipende da voi, ma sentendo anche altri astrofili che son venuti, a volte un po’ di problemi son dati dal circondario, ci sono dei punti che vanno benissimo, in altri punti potrebbe essere migliore. Però ecco, considerando tutto, la bellezza del posto, la comodità, la sistemazione è ottima, la corrente elettrica, il wifi a casa che se uno vuole si scarica i dati o se ne sta fuori d’estate a godersi la nottata. Perfetto. Per esempio, son stato in Maremma. Lì il cielo è bellissimo, ma non era paragonabile in nessun modo il posto e la sistemazione.
  • [E poi forse, anche il fatto che a Torre Doganiera non abbiamo la piscina (leggetevi il post Agridifferent) , di giorno garantisce alla tipologia di clienti come Carlo un relax e recupero totale del sonno, in un vero e profondo silenzio.]

  • Dicci qualcosa delle tue pubblicazioni e le presenze ai vari blog, Gateway to the Sky, piuttosto che Cronache Stellari…

    La prima pubblicazione su una rivista è stata nel 1996, su Nuovo Orione, era una foto scattata a pellicola, della cometa Hale Bopp. Che tra l’altro ancora non si vedeva a occhio nudo, poi è diventata famosa e bella luminosa dopo.
  • Si, me la ricordo, Carlo, io ero alle elementari! Comunque, foto a pellicola come prima pubblicazione: è proprio cambiato il mondo.

    Eh si, non c’era modo di controllare…

    Aia di Torre DOganiera dal quasi tramonto al crepuscolo inoltrato-notte – foto Carlo Rocchi

    E ora siamo arrivati ai due volumi “Gateway to The Sky“, realizzati con crowdfunding e di gran successo, con la prefazione di David Malin, il genio dell’astrofotografia, e addirittura ti vediamo protagonista di programmi televisivi. Sei presente su su riviste di settore online, blog (compreso questo!) e pagine flickr (*) …Hai fatto strada!

    Bene Carlo, caro Astrogufo, lo sai che per noi è sempre un gran piacere poterti avere come ospitato e cliente, quando arrivi tu c’è una specie di reunion, mio babbo Roberto impazzisce e prepara tutti i cavi per l’astroaia, ben protetti dall’umidità e Maria (mia mamma e gestore di Torre Doganiera) prepara i famosi pici all’agione, allietati dall’ottimo vino che sempre ci porti tu quando vieni a trovarci (perché, l’ho detto, Carlo è una persona squisita. E lo ripeto.)

    E a voi, che avete sostenuto la lettura di questa pagina web, dico grazie altrettanto.Qui si chiude la nostra intervista, da Alessandra da Torre Doganiera è tutto per il momento.

    Spero che abbiate gradito il topic e che ci vogliate seguire sulla pagina

  • facebook – https://www.facebook.com/torreperVOIforYOU/
  • su twitter – https://twitter.com/agrTorDoganiera
  • su questo nostro blog – https://torredoganiera.wordpress.com/e, perché no, venite a trovarci!

    Alla prossima avventura nell’agriturismo toscano che fa da tramite tra terra e cielo!

    info@torredoganiera.it
    www.torredoganiera.it

    Alessandra – archeologa e agriblogger
    Ale astroaia Carlo Rocchi

    * Carlo Rocchi potete seguirlo su:

  • https://www.flickr.com/people/astrogufo/?fbclid=IwAR0mpgMttTH2ujavfQbPMYLUNnK7q20GN4xbnMi0CO9RJPCY1yFeflMeOCU
  • https://www.flickr.com/photos/astrogufo/sets/72157624674276379?fbclid=IwAR1XmtelzlxXCBC0Gyt38_aXu9GH_cc8HbA-HtajUGGM61d3ErgQ4ShFL30
  • https://www.flickr.com/photos/astrogufo/sets/72157624798626954?fbclid=IwAR312OJx_J_1tW9RSp158els_ct07p-U4Jp66Ztazr6Rz9TBEW_QV5UkQAM
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